Summer surviving

Lunghe giornate estive senza le corse mattutine, giorni pigri e rilassati, tempo per leggere un libro fare lunghe passeggiate o ammirare le stelle ecco come mi piacerebbe che fosse la mia estate, ma con due piccole pesti in giro….semplicemente non è realistico.

Ormai da circa un mese è finita la scuola, i piccoletti sono a casa e a parte una breve parentesi in cui si sono rilassati godendosi i loro tempi ed i loro spazi senza impegni e costrizioni sono tornati alla carica più agguerriti che mai e tutta la nostra bella organizzazione è andata a farsi friggere.

Diciamocela tutta l’idea del dolce far niente è un’idiozia!

Ora so che attirerò molte critiche ma questa storia dei tre mesi di “vacanza” sono un’esagerazione, ma quale bambino (e quale adulto) può stare tre mesi senza fare un bel niente senza uscire di senno considerando poi i ritmi accelerati a cui tutti noi ci sottoponiamo durante il resto dell’anno, è semplicemente improponibile.

Nessuno può permettersi tre interi mesi di “vacanza” se con questo termine intendiamo andare al mare o in montagna o in viaggio, noi sicuramente no.

Certo nei weekend approfittiamo della casa al mare dei nonni e qualche volta in settimana andiamo in piscina e quando il papà sarà in ferie, perché ovviamente sono ben pochi i genitori che hanno a loro volta tre mesi di ferie, andremo fuori per una settimana ma poi?

Soffochiamo nei 40° di media che il nostro assolato Sud ci impone,i bambini sono annoiati e pestiferi, il marito costretto a lavorare con il sottofondo di aspri scontri tra pirati dei Caraibi e legionari romani che fra una battaglia e l’altra assaltano la casetta dei conigli ed il camper di Peppa Pig, la casa è allo sbando con borse del mare della piscina e del week end sempre in giro e le lavatrici a ciclo continuo ed io cerco di chiudere gli occhi e visualizzare il quattordici di settembre quando tutto questo avrà fine.

A questo punto urge un piano di emergenza poiché mancano ancora poco meno di due mesi all’inizio della scuola ed io non so se arriverò viva a settembre.

E’ evidente che la mia perfetta routine settimanale è totalmente inapplicabile quando tutti siamo a casa quindi mi sono dovuta rassegnare, vale a dire che cerco di fare le faccende di casa quando capita in modo da mantenere almeno un livello decente di igiene rimandando le grandi pulizie a settembre, chi può dire cosa troverò sotto il divano.

Dopo un mese di totale mancanza di regole ed orari è necessario ridare una qualche pur minima struttura alle nostre giornate, i bambini godono della routine e ne hanno bisogno, le abitudini, il sapere cosa devono fare in un dato momento e cosa devono aspettarsi dopo li fa sentire sicuri e li tranquillizza.

Al momento ci sto ancora lavorando, ma diciamo che in via generale io continuo ad alzarmi alla solita ora se non prima e mi godo il fresco del mattino, intorno alle 7.30 sono tutti svegli e cerco di costringerli a fare colazione lavarsi la faccia e mettersi una maglietta, visto che dato il caldo vanno in giro come piccoli selvaggi scalzi  in mutande e canottiera.

Approfitto della prima orettta della mattinata, quando sono ancora un po intontiti e bazzicano tra il divano la tv e le loro camere, per dare una molto sommaria rassettata alla casa per intenderci il minimo indispensabile letti, bagni ed una passata di scopa.

Quando cominciano a bisticciare è il momento di metterli seduti a fare qualcosa così abbiamo inaugurato la nostra homeschool intorno al tavolo da pranzo: facciamo un po di ‘compiti delle vacanze’, disegniamo, coloriamo,incolliamo e sperimentiamo.

Se sono fortunata e loro sono di buon umore riusciamo a far durare questo momento di tranquilla creatività per circa un’ora un’ora e mezza quindi fanno merenda e vanno a  fare a botte giocare per un po ed io cerco di fare qualcos’altro in casa, quando le urla loro e del padre cominciano a superare i decibel previsti dalla legge li richiamo sul divano e leggiamo qualcosa o guardiamo la tv nell’attesa che arrivi l’ora di pranzo.

Purtroppo anche qui nota dolente, menù plan e organizzazione spesa sono andate a farsi benedire, del resto provate voi a fare la spesa per due settimane con due figli due carrelli una nonna e spesso anche una nipote….un incubo. Se il super aprisse la notte io ci andrei.

Dopo pranzo per fortuna, complice il caldo (l’ho detto che fa un caldo terribile?)riposano ed io cerco di approfittarne anche se non c’è molto che si posa fare con ‘l’edera avviticchiata addosso’…

Il pomeriggio è il momento più duro della giornata, in casa si annoiano ma prima delle sette fa generalmente troppo caldo per scendere a giocare a palla o in bici e loro ne hanno fin sopra i capelli di lego e bambole, si cerca in un modo o nell’altro di tirare fino all’ora di cena che è un po ritardata rispetto al periodo scolastico e poi finalmente tutti a letto e domani si ricomincia.

Insomma, se non si fosse capito non è che a me l’estate piaccia poi così tanto, anzi la salterei proprio e poi il mare ecco di quello farei volentieri a meno e si toglietemi il saluto ma che ci posso fare sono un tipo da città io, città d’arte si intende…

A presto, spero, si sono già svegliati i mostriciattoli….

 

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