Paura generalizzata e la vita che accade

Oggi porterò i miei figli a vedere le Frecce Tricolore.

E’ un spettacolo sempre affascinante e Jun è in fremente attesa da giorni.

Io non amo molto stare in mezzo alla folla, soprattutto con i bambini, e quest’anno ero particolarmente scettica sull’opportunità di portarci la piccola peste visto che muoversi con il carrozzino sarebbe impensabile e lei non è una che da la mano e ascolta gli inviti alla prudenza, ma piuttosto una che prende e va dove la porta il cuore, capace di sparire nell’attimo in cui chiudi gli occhi per uno starnuto.

Poi quest’anno si aggiunge la fobia degli attentanti e  la città è blindata per via del G7 che ci sarà fra qualche giorno così ecco mi sono svegliata rimuginando sulla questione….ci andiamo, non ci andiamo?

Ho acceso il pc per controllare la mail e fare un po di zapping e Google mi propone articoli su “come vincere la fobia degli attentati” .

Certo ci sono i cookies e le indicizzazioni e siamo tutti sotto l’occhio del grande fratello, ma come diavolo fanno a sapere cosa sto pensando o quello che voglio fare oggi?

Ecco ora si che mi viene l’ansia.

Mi sono imbattuta nelle dieci regole per sconfiggere la terrorismo-fobia del blog Ironicamente diversi, postato nel 2015 ma assolutamente attuale, oltre ad essere una lettura esilarante dice esattamente quello che penso scrivendolo sicuramente meglio di come avrei fatto io.

Quindi oltre al link ve lo lascio qui di sotto, perché mi piace molto e voglio conservarlo qui nel mio diario come promemoria….buona lettura.

Dieci regole per sconfiggere la terrorismo-fobia

 

E’ ufficialmente cominciata la psicosi da terrorismo, precisa e prevedibile come l’ondata di depressioni pre, intra e post natalizie. Così ho deciso di dare qualche buon consiglio semi-professionale su come non farsi venire l’ansia da attentato. Un po’ perché mi sento buona, ma soprattutto perché vorrei evitare le solite richieste di sostegno psicologico non retribuito.

Quindi, ecco a voi il magico decalogo per sconfiggere la paura del terrorismo, che è un po’ come dire la paura della paura a stessa.

  1. Ricorda dove abiti 

Se come me abiti in un paese tipo Bolladello, che nemmeno Google Maps sa dove sia, è estremamente improbabile che il bar del paese venga considerato oggetto d’interesse strategico dai terroristi, soprattutto se il bar si chiama “Mario”, “Rossi” o “Il Circolo”. Sì insomma, i terroristi ci tengono al marketing e non cercano di comparire su Il resto di Cusano-Milanino con titoli tipo: “Attacco terroristico al Mario: uccisi tutti e due gli avventori”. A parte che se i terroristi riescono ad arrivare a Bolladello, tanto di cappello, perché i miei amici sbagliano sempre strada.

Ma metti pure che vivi in città – Gallarate non vale come città e lo sapresti se fossi stato almeno a Londra o Parigi – o che ci lavori, ci sono cose che sinceramente dovrebbero preoccuparti molto più di un attentato. Per esempio attraversare la strada. Ogni settimana le statistiche contano 12 pedoni morti e 393 feriti, se poi vai in bici o in moto, il tuo destino è praticamente segnato, diciamocelo. Ma scommetto che a te delle statistiche frega molto poco: per quello continui a rischiare la vita guidando la macchina e poi magari non prendi l’aereo, che rimane sempre e comunque il mezzo di trasporto più sicuro, anche a confronto dei tuoi piedi.

  1. Ricordati chi sei

Sì dai: non sei mica Indiana Jones. Il massimo che fai è andare in pizzeria o al cinema, quando eccezionalmente riesci a schiodarti dal divano. E’ molto più verosimile che ad ucciderti sia proprio il tuo stile di vita sedentario, piuttosto che una bomba. Anzi, a dirla tutta, se sei invece il tipo di persona che esce spesso, viaggia, va a teatro o ai concerti, è estremamente probabile che non ti passi nemmeno per la testa di rinunciare alle tue abitudini per paura dei terroristi. Vedi, di solito a farsi spaventare sono più le persone pigre o vecchie (non necessariamente in senso anagrafico), che in fondo hanno bisogno di ulteriori scusanti per non alzare il culo dalla poltrona. Forse non te lo hanno mai detto, ma se sei relativamente in salute e hai il pensiero frequente della morte, è perché non stai vivendo abbastanza. E’ il tuo inconscio che ti urla che ci sono un sacco di cose interessanti da fare e che stai buttando via il tuo tempo. Insomma, povero ES, lui ci prova in tutti i modi a farti capire che la vita non può essere tutta qui! Certo che se poi non lo ascolti, non gli resta che spaventarti con l’idea che potresti morire in qualsiasi momento senza aver vissuto come potresti davvero. Pensavi veramente che gli attacchi di panico dipendessero unicamentedall’affrontare un esame, piuttosto che dall’idea che potresti aver scelto il corso sbagliato? Per dire…

  1. Ricordati che devi morire comunque

Ti do questa notizia scioccante: qualsiasi cosa tu faccia o non faccia, morirai. La vita è l’unica malattia a trasmissione sessuale con un tasso di mortalità del 100%. L’incubazione può essere più o meno lunga, ma non ne uscirai vivo comunque. Ci sono stati solo due casi di resurrezione nella storia umana, entrambi non comprovati scientificamente.

  1. Se credi nella prevenzione, stai sbagliando qualcosa

Ci sono delle cose che possiamo ragionevolmente fare per aumentare le nostre probabilità di vivere più a lungo, ma evitare i luoghi affollati e i mezzi di trasporto pubblico, o non uscire di casa, non rientrano tra queste. Anzi, a dirla tutta, lo sai che esistono molte più probabilità di essere ucciso da un tuo convivente che da un estraneo? Se vuoi davvero provare a vivere più a lungo, mangia cibi sani, fai moto e non rompere le palle al prossimo con le tue teorie sulle scie chimiche o sulla pericolosità dei vaccini. Non so più come dirtelo: stai temendo le cose sbagliate. Non hai bisogno di un terrorista per ucciderti: sei bravissimo a farti del male anche da solo.

  1. Ricorda che se usi il trasporto pubblico, l’ISIS è l’ultimo dei tuoi problemi

Smettila di guardare ogni viaggiatore straniero con sospetto. Non scrutare terrorizzato ogni bagaglio appoggiato per terra. Soprattutto se stai viaggiando con Trenitalia o Trenord, non ti servono paure irrazionali quando hai a disposizione delle certezze tipo:

– Arriverai in ritardo nel giorno più importante della tua vita.

– A dicembre si geleranno gli scambi, lasciandoti ore su un treno sepolto nella steppa innevata, senza riscaldamento.

– Verrai colto da un malore tra luglio e agosto, perché il condizionatore non funziona.

– Almeno una volta l’anno, qualcuno deciderà di farla finita buttandosi proprio sotto il tuo treno.

– Ti prenderai un virus all’altezza delle più sofisticate armi batteriologiche dal bambino dall’aria innocente che tossisce in fondo al vagone.

  1. Usa la tua intelligenza

Anche se non è mai stata il tuo forte, e nemmeno il mio, la matematica continua a non essere un’opinione. Non confondere ciò che è possibile con ciò che è probabile. Santo cielo, è persino possibile che tu venga ucciso da un meteorite, ma scommetto che non vai in giro terrorizzato guardando costantemente il cielo… o forse adesso che te l’ho detto, sì. Lo so che sei capace di ragionamenti intelligenti, è che spesso te lo dimentichi.

  1.    Sii il bastian contrario che sei sempre stato

I terroristi vogliono terrorizzarti. Ora, com’è che se l’OMS ti invita a non mangiare la carne rossa tu sbandieri ovunque il tuo coraggio ingozzandoti di costine, mentre se uno sparuto gruppo di terroristi a 1300 chilometri dice che devi avere paura, tu hai paura? Guarda che nel tuo frigo ci sono molte più cose che potrebbero ucciderti che fuori casa, eppure di quelle decidi di non aver paura. E tra l’altro fai bene: togli tutti i fritti, i dolci, gli affettati e l’alcol dalla tua vita e poi? Vivrai due giorni di merda in più. Insomma, da quando sei il tipo che fa tutto ciò che gli altri gli dicono di fare?

  1. Non puoi controllare tutto

So che ti piacerebbe, in verità piacerebbe a tutti, ma semplicemente non potrai mai controllare ogni cosa. Per quanto tu sia metodico, organizzato, preciso e attento, ci sono e ci saranno sempre eventi che sfuggiranno al tuo controllo. Così hai due scelte: diventare ossessivo-compulsivo e verificare dieci volte se hai chiuso la macchina, oppure accettare che pure se l’hai chiusa, possono comunque fregartela sfondando il finestrino. Non è che ti sto suggerendo di non chiudere più la macchina, ma ti sto dicendo che certe azioni preventive hanno un senso se hanno un limite. Va bene chiudere la macchina e ti concedo pure di tornare indietro a controllare una volta, ma fermati lì. Il terrorismo sfrutta proprio il fatto che è impossibile controllare tutto e tutti, ma ti dò una notiziona: la sfiga in generale funziona secondo lo stesso principio.

  1. Chiediti come vuoi morire

Allora, partiamo dal presupposto che io so per certo che i modi statisticamente più probabili per me di morire fanno davvero schifo. E’ probabile che col tempo la mia capacità polmonare peggiori ulteriormente e trascorra gli ultimi anni rantolando in cerca d’aria. Se mi andrà meglio, probabilmente sarà un’influenza degenerata in polmonite a stecchirmi un po’ meno lentamente, alla faccia dell’anti-influenzale, che è tutto ciò che posso ragionevolmente fare per limitare l’incidenza di questa probabilità. Anche non dovessi perire così, ci sono buone probabilità che muoia come te, ovvero per infarto, ictus o cancro. Tra l’altro, tutte cose che di solito non hanno nemmeno la decenza di ammazzarti la prima volta o sul colpo. Sì insomma, a ben vedere una pallottola in fronte è più dignitosa.

  1. Affronta le tue paure

Lascia che te lo dica una psicologa: l’unico modo per superare una paura, specie se irrazionale, è affrontarla. Hai paura di nuotare? Nuota. Hai paura di volare? Vola. Hai paura di morire? Muori… l’ultimo sembra uno scherzo, ma la paura di morire è una delle principali concause di morte per suicidio. Giuro che è vero. Diciamo che come modo per risolvere la fobia in effetti è un po’ estremo. Di solito io preferisco suggerire il sistema della desensibilizzazione graduale. Così, per esempio, a chi ha paura di annegare, suggerisco di iniziare dalla vasca da bagno, per poi passare alla piscina dei piccoli, col salvagente. Non è che li butto direttamente in mare come fece mio padre con me per scoprire se sapevo nuotare… cosa che comunque a volte funziona lo stesso.

Tipico delle paure non affrontate è che, invece di risolversi, si estendono. Cominci con la fobia di salire sulla Metro e finisci per chiuderti in casa, perché poi iniziano a farti paura anche i treni, le macchine, la strada e i luoghi aperti in generale. Così, se pensi davvero che un musulmano possa attentare alla tua vita, magari prova a conoscerne prima uno. Io l’ho fatto sai? Ieri ho invitato alcuni studenti di razza evidentemente non ariana a bere un caffè. Ci ho parlato, abbiamo condiviso alcune impressioni sugli attentati di Parigi e alla fine ho scoperto che non erano mica arabi, ma indiani. Sì cioè, mi sono resa conto che un arabo non so nemmeno distinguerlo da qualsiasi altro bipede, così mi sono rifiutata di aver paura dell’intera razza umana. Che poi so per certo che esistono pure musulmani biondi. Sì insomma, è una religione, mica un’etnia. Tu lo sapevi? Anzi, mi dicono che pure se uno è musulmano mica è detto che sia un terrorista. Pare che ci siano tanti musulmani terroristi quanti cristiani che indossano il cilicio.

Voglio lasciarti con una storia vera, che racconto sempre a chi mi dice di aver paura di volare. Parla di un uomo che aveva paura di prendere l’aereo. Così, per tutta la vita, si è rifiutato di volare, perdendosi molte cose, tra le quali il matrimonio della figlia, che viveva in un altro stato. Poi arriva l’11 settembre 2001 e lui è nella prima Torre, proprio nel punto di entrata di quel maledetto aereo. Dopo tutto, è riuscito comunque a morire in un incidente aereo… e non stava nemmeno andando da nessuna parte. Come dire che se è davvero il tuo destino, non c’è nulla che tu possa fare per evitarlo, se non divertirsi nel frattempo.

Bene. Questo è tutto. Se ora temi un po’ meno l’ISIS e hai un po’ più paura di attraversare la strada significa, se non altro, che nessuno potrà accusarti di essere irrazionale.

Ti voglio bene, quindi guarda a destra e a sinistra prima di attraversare eh!

 

Ho scritto questo post stamattina, ma prima che fossi pronta a pubblicarlo, come a voler confermare la teoria su esposta  ho avuto un piccolo incidente con la macchina.

Un insieme di sfortunate coincidenze: non dovevo prendere la macchina poi c’è stato un contrattempo, invece di fare la strada che prendo sempre ne ho scelta un’altra per comprare dei pasticcini e bummm!

Si è trattato di una sciocchezza, due machine un po ammaccate e nessuno per fortuna si è fatto male, però ha rimesso le cose nella giusta prospettiva.

Dobbiamo essere attenti e coscienziosi, però la nostra vita dobbiamo viverla ogni giorno mentre accade, non possiamo nasconderci al nostro destino.

Le Frecce Tricolore sono un inno alla gioia, al coraggio, alla sfida dei limiti e un orgoglio nazionale ed è sempre esserci.

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