Sono una mamma senza aggettivo

Sei anni fa, in questo stesso periodo, iniziavo il mio primo blog.

Eravamo agli inizi del nostro percorso di adozione e mentre trascorrevo tanto tempo in rete alla ricerca di informazioni mi ero imbattuta in tante persone che come me cercavano e attendevano di coronare il loro sogno di quella maternità che la natura ci negava e in loro e nelle loro storie trovavo conforto alle mie ansie.

Mi sembra passata una vita da allora e se devo dirla tutta faccio fatica a ricordare quella “me” così impaziente e spesso irritata e delusa dalle aspettative disattese.

Rileggo invece con nostalgia i momenti speciali, mi si scalda il cuore al ricordo delle emozioni che ho condiviso con persone così tanto lontane eppure così intimamente unite dalle esperienze.

In questi sei anni ho compiuto per ben due volte il lungo viaggio che mi ha portata in Cina per trovare i pezzi del mio cuore  che il destino aveva seminato così lontano da me e questo viaggio attraverso il tempo e lo spazio e due culture e due mondi diversi mi ha profondamente cambiata e mi ha reso madre.

E adesso?

Adesso che è passato un anno e mezzo dal nostro rientro e che siamo ufficialmente una famiglia al completo…salvo che per il gatto che ancora ci manca (sigh!) , adesso che anche l’ultimo incontro con i servizi sociali è andato e gli aspetti burocratici della nostra  seconda adozione sono conclusi, posso dirlo…..sono esausta!!!

Adoro i miei figli e come ogni madre darei la vita per loro, riempiono la mia vita di amore e le mie giornate di gioia e risate, ma ci sono giorni in cui vorrei scappare di casa.

Ho scoperto però di appartenere ad una specie particolare, non sono una mamma qualunque sono una ‘mamma adottiva’ e la mamma adottiva non viene considerata semplicemente una mamma come tutte le altre e infatti l’aggettivo qualificativo non la abbandona mai.

La mamma adottiva è considerata una missionaria, quasi una santa e viene complimentata ogni giorno nei corridoi della scuola, al supermercato, mentre gioca al parchetto per il gesto di pura generosità e amore puro che ha compiuto portandosi in casa ben due povere anime innocenti abbandonate.

(Mha…..mica l’ho fatto per beneficenza!)

Questo alone di santità che apparentemente potrebbe anche essere fonte di lusinga è in realtà un’incudine che aspetta solo il colpo del martello poiché la mamma adottiva a fronte di questa sua eterea natura deve essere la mamma perfetta.

La mamma adottiva non è mai stanca poiché si è riposata per tutto il tempo in cui non ha avuto figli, la mamma adottiva non rimprovera mai i suoi amati pargoli perché chissà cosa hanno passato, la mamma adottiva è completamente votata ai bisogni dei suoi angelici cherubini che avranno sicuramente patito terribili deprivazioni, la mamma adottiva non ha altri interessi all’infuori dell’accudimento dei sui figli poiché se l’è goduta quando i figli ancora non c’erano, ma sopratutto la mamma adottiva non si lamenta MAI perché ha voluto la bicicletta e ora le tocca pedalare.

A questo punto la mamma adottiva qui presente ha un paio di cose da dire alle mamme vere ( e di questo aggettivo parleremo un’altra volta) : la mamma adottiva è un essere umano e come tale ha dei bisogni elementari come dormire un numero decente di ore, lavarsi con una certa regolarità, ricevere una minima dose di pietà quando è malata, avere uno scambio verbale con esseri umani al di sopra del metro e mezzo almeno un paio di volte a settimana e possibilmente non per chiedere due etti di prosciutto o per discutere della qualità e dei mille colori della cacca e magari ritagliarsi un’oretta per andare dal parrucchiere prima di trasformarsi in Rapunzel.

A questo punto mi dispiace aver sfatato un mito, ma il fatto è che non sono una creatura mitologica, ne una santa e tanto meno una missionaria sono solo una mamma….e ho tanto bisogno di una bella vacanza!

E voi che mamme siete?Raccontatemi i vostri aggettivi.

6 Comments

  1. Silvana.. Tiger we are... 😊

    15/05/2017 at 11:41 pm

    Ohhh Ale!!.. Mi sono innamorata!! Grazie! 😚😚

    1. life

      16/05/2017 at 12:23 am

      Grazie a te per essere passata e benvenuta!

  2. Carmen

    19/07/2017 at 1:18 pm

    Eeehh…quella del “grande atto di altruismo” e del grande gesto l’ho già sentita, e ancora non ho concluso il percorso adottivo, dunque… Mi preparo a molto peggio!
    Ma a quella della bicicletta, te lo dico, io risponderò per le rime. Scusa ma che significa, desiderare tanto una cosa non significa poter prevedere tutto o poter essere pronta a tutto. Non si è mai pronti a niente, questa è la verità, per quanto tu possa informarti ed ascoltare le storie degli altri. E ogni cosa, anche voluta, e anche piena di tanti risvolti positivi, può essere pesante. E’ la vita.

    1. life

      20/07/2017 at 5:10 am

      Assolutamente d’accordo….che poi non ho mai sentito giudicare una donna incinta perchè si lamenta dei piedi gonfi o delle nausee e delle smagliature, che forse non l’ha “voluto” anche lei ?
      Vedrai che ci sarà da divertirsi a rispondere alle cose più assurde che ti verranno dette…mio marito ad esempio a quelli che gli fanno notare che i suoi figli sono cinesi (manco non se ne fosse accorto…LOL)risponde che mi ha tradito con una massaggiatrice ma io l’ho perdonato e ci siamo tenuti i frutti del peccato….la cosa più esilarante è che molti ci credono!!!

  3. Silvana

    22/07/2017 at 12:17 am

    😁😁… Oh.. E se invece cadesse dalle nuvole tipo: “Ma davvero pensi siano cinesi???.. Ma noooo… Somigliano tanto al nonno!!” 😜😜

  4. Daniela

    02/11/2017 at 9:53 am

    Macchisenefrega che tipo di mamme siamo. Io per esempio sarei una quasimammaadottiva se non fosse che all’ultimo minuto sono diventata una mammaprocreazioneassistita.
    Ognuna ha il suo fardello, la sua storia, le sue sofferenze. Cerchiamo tutte di non soccombere e tra tutto l’amore che diamo e RICEVIAMO proviamo a fare il nostro meglio per crescere delle belle persone.

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